Perché non siamo divisi in due
Perché non siamo divisi in due
C’è una domanda che ci accompagna da tempo, anche quando non viene formulata apertamente:
Barabba’s Clowns è teatro o cooperazione internazionale?
La risposta più semplice sarebbe: entrambe.
Quella più vera è: non abbiamo mai vissuto queste due dimensioni come mondi separati.
Il teatro non è stato per noi un’attività accessoria né un linguaggio da “affiancare” all’impegno sociale. È stato, fin dall’inizio, un modo di stare nella realtà: guardare le persone, ascoltarle, dare voce alle fragilità senza trasformarle in etichette. La scena ci ha insegnato il valore dell’incontro, del tempo condiviso, dell’attenzione ai dettagli che fanno sentire qualcuno visto davvero.
Allo stesso modo, la cooperazione internazionale non è mai stata una parentesi né un progetto calato dall’alto. È nata da incontri concreti, da relazioni che ci hanno cambiato, da un pezzo di mondo che è entrato nella nostra vita senza chiedere permesso e non ne è più uscito. In Rwanda abbiamo imparato che l’educazione, come il teatro, richiede pazienza, continuità e fiducia. Richiede di restare, non di passare.
Negli anni abbiamo scelto di dare forma a queste esperienze, anche dal punto di vista giuridico e organizzativo. Non per burocratizzarle, ma per prendercene la responsabilità.
Diventare Ente del Terzo Settore, ridefinire le attività, distinguere ambiti e strumenti è stato un passaggio necessario per essere più chiari verso l’esterno e più onesti con noi stessi. Ma questa chiarezza non ha mai significato separazione.
Oggi Barabba’s Clowns ETS opera attraverso due aree autonome: la produzione culturale e teatrale e la cooperazione internazionale. Autonome negli strumenti, nei luoghi, nelle competenze. Unite nella visione. In entrambe continuiamo a fare la stessa cosa: creare contesti in cui le persone possano crescere, ritrovare dignità, immaginare un futuro.
Questi Appunti di viaggio nascono per raccontare questo cammino. Non come cronaca di ciò che facciamo, ma come spazio di riflessione su ciò che ci muove, sulle scelte che compiamo, sui passaggi che segnano la vita dell’ente. Sono appunti perché non pretendono di chiudere i discorsi, ma di tenerli aperti. Sono di viaggio perché non ci interessano punti di arrivo immacolati, ma strade percorse con coerenza.
Se siamo arrivati fin qui, dopo tanti anni, è perché non abbiamo mai smesso di porci domande. Questo spazio nasce per continuare a farlo, insieme.